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Progetto Mali

Mappe e documenti fotografici

Fig. 1 – Mali: la zona di intervento, la Provincia di Bandiagara, evidenziata in rosso. A partire da Mopti, in pianura, si sale su un altopiano roccioso che dopo circa 80 chilometri precipita nella pianura sabbiosa verso il Burkina con una falesia di roccia verticale, in certi punti alta 400-500 metri,. Lo splendido e impressionante paesaggio, e la ricchezza e complessità degli usi, costumi e dell’artigianato dogon, fanno della zona una meta per i turisti di tutto il mondo. Tuttavia, al di fuori delle rotte turistiche, i villaggi dell’altopiano (circa 400), spesso isolati o difficilmente raggiungibili, stanno da soli confrontandosi, oltre che con la secolare lotta per la sopravvivenza, coi nuovi problemi portati dallo sviluppo e dalla modernizzazione.


Fig. 2 –Su una mappa più dettagliata della zona, in rosso sono segnati i punti dove ORISS interviene o progetta di intervenire a breve.

(La diagonale dell’immagine corrisponde a circa 100 km)


Fig. 3 - Il villaggio di Songho.

Le costruzioni a pianta rettangolare sono case, quelle a cupola o coperte da un cappuccio di paglie granai. Coltivatori, i Dogon curano con molta attenzione la conservazione dei cereali raccolti (prevalentemente miglio) e dei semi per la semina dell’anno successivo. In alcune aree dell’altopiano, dove la roccia è affiorata, hanno con sassi disegnato piccole parcelle (circa un metro per un metro) riempiendole di terra di riporto, portata in cesti a volte da lontano.

Da quando è stato introdotto l’uso di piccole dighe per trattenere l’acqua delle piogge, alla cultura del miglio viene associata quella, in contro-stagione, di legumi: in particolare cipolle, esportate in tutto il mondo per il loro sapore inconfondibile. Queste attività hanno permesso di generare reddito contribuendo a diminuire la necessità, per i giovani, di migrare nelle grandi città, una volta finita la cultura del miglio.


Alcuni tra gli interventi

Le scuole

Fig. 4 – Bodio. Prima che il complesso scolastico fosse costruito, le lezioni si svolgevano sotto una tettoia di paglia, senza nessuna protezione dal vento, dalla polvere e dalla pioggia. Lo Stato infatti aveva messo a disposizione un insegnante, ma le risorse per costruire, arredare e far funzionare la scuola dovevano essere trovate dalle comunità. Dalla richiesta dei villaggi che mandavano, o avrebbero potuto mandare, i loro figli alla scuola di Bodio, è nato l’intervento di ORISS (costruzione, equipaggiamento, costituzione del Comitato di Gestione della scuola di Bodio).

In un villaggio dello stesso Comune, a Songho, ORISS si è impegnata nel completamento dell’edificio scolastico esistente. L’intervento è stato realizzato con il contributo della Tavola Valdese e donazioni private.


Fig. 5 – La nuova ala della scuola di Songho costruita nel 2005. Negli anni precedenti erano stati migliorati gli edifici esistenti e completato l’arredamento e l’equipaggiamento.

Fig. 6 - Il complesso scolastico di Bodio, interamente realizzato da un Progetto ORISS. Comprende tre aule, due uffici, una mensa, un magazzino, il deposito dell’acqua.


Fig. 7 - Una delle classi della scuola di Bodio. Oggi frequentano la scuola più di cento alunni nelle prime tre classi, seguiti da tre insegnanti.

Fig. 8 – La Dottoressa Lelia Pisani, di ORISS, presenta a una classe il materiale inviato dalla scuola di Gavorrano (GR) nel quadro di un programma di scambi.


Fig. 9 e 10 - Materiali didattici arrivati nel quadro del Progetto ORISS e distribuiti nella scuola


Fig. 11 - Al lavoro

Fig. 12 - Preparazione del pranzo nella cucina della mensa. L’intervento di ORISS ha consentito nel 2004, anno di grave carestia nella zona, di attivare una mensa scolastica che ha permesso di mantenere un buon livello nutrizionale dei bambini e di evitare abbandoni scolastici. In collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale, e utilizzando anche fondi italiani, ORISS ha messo a disposizione in loco i viveri necessari. Le Associazioni Femminili dei villaggi che usufruiscono della scuola si sono suddivise a rotazione il compito di preparare il cibo.


Fig. 13 e 14 – Il “campus” della scuola è anche luogo di manifestazioni, scambi e attività culturali. In questo modo gli alunni possono vivere la connessione tra educazione, salute e sviluppo. Un gruppo di giovani del villaggio di Bodio si propone di riprendere la tradizione delle danze, canti e musiche delle maschere tradizionali, abbandonata. Incoraggiati e sostenuti da ORISS, hanno danzato per la prima volta nel recinto della scuola, coinvolgendo gli alunni e gli anziani del villaggio.


Fig. 15 e 16 Le maschere danzano dentro la scuola. Gli alunni e altri giovani del villaggio vedono valorizzate le espressioni della loro cultura, oggi abbandonate per quelle di importazione.


Il mulino di Ama

 

Fig. 17 - Alcune delle donne della Associazione Femminile di Ama. La richiesta di fornire un mulino, metterlo in opera e costituire un Comitato di Gestione è venuta a ORISS da loro. Un mulino per cereali, azionato da un semplice motore diesel, consente a una donna di risparmiare ore di lavoro al mortaio per preparare, ogni giorno, la farina per la polenta di miglio, base alimentare dei Dogon. La necessità di gestire la macchina, e i costi ricorrenti, ha imposto alla Associazione Femminile uno sforzo organizzativo e gestionale sviluppando capacità che troveranno anche in altre occasioni utili applicazioni. L’intervento è stato realizzato con il contributo della Tavola Valdese e donazioni private.


Fig. 18 – Il ricovero del mulino è stato costruito dai giovani uomini di Ama: è stato il loro contributo volontario al Progetto.

Fig. 19 - Il mulino in funzione. Da quando è stato installato, il mulino lavora tutti i giorni per svariate ore al giorno. Finora, la manutenzione e la gestione sono risultati del tutto soddisfacenti.


Fig. 20 e 21 - Momenti della festa di inaugurazione del mulino.


Acqua: il pozzo di Bougou

Fig. 22 – Bougou, un villaggio di circa 500 persone, disponeva di un pozzo scavato nei pressi del letto di un torrente, asciutto in stagione secca. In seguito a una inondazione, la parte superiore del pozzo è franata, e gli abitanti di Bougou usavano l’acqua stagnante durante la stagione delle piogge o dovevano percorrere (le donne) anche due chilometri per procurarsi l’acqua al pozzo di un villaggio vicino. E’ stato così deciso, sentiti gli organismi tecnici e amministrativi competenti, di scavare un nuovo pozzo in prossimità del villaggio. Il contributo della Tavola Valdese e quello di privati hanno possibile questo intervento.


Fig. 23 - Il pozzo a grande diametro (quasi due metri) di Bougou. Lo scavo, quasi tutto nella roccia, ha comportato un notevole lavoro e una grande quantità di esplosivo. A 8 metri è stata trovata la prima acqua. A dieci metri c’era ne era già più di un metro. Si è deciso di proseguire fino a 17 metri, e poi aspettare la stagione secca per vedere se la profondità raggiunta è sufficiente.

Fig. 24 - Un altro momento dei lavori.


L’archivio del Cercle di Bandiagara

Fig. 25 - L’Archivio della Prefettura di Bandiagara racchiude tutti i documenti amministrativi del Cercle dal 1903 ad oggi. C’è nelle carte amministrative, processuali e di cronaca, ciò che resta di scritto della storia coloniale, del passaggio all’Indipendenza e di quella recente. Questo è lo stato dell’Archivio come lo abbiamo trovato nel 2003. Dalla domanda del Prefetto di Bandiagara è nata la collaborazione con ORISS e l’Università “la Sapienza” di Roma, per il riordino, la valorizzazione storica e la messa in sicurezza dei documenti.

Fig. 26 - Una fase dei lavori. Sono presenti i Professori Luigi Maria Lombardi Satriani e Laura Faranda dell’Università di Roma, la Dottoressa Lelia Pisani di ORISS e Ogobara Tembély, tirocinante archivista.

 
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