Il fantasma di Pasolini

Rosalupi, 29 novembre 2025.

Con “fantasma” Piero Coppo indica un’entità invisibile, capace di muovere pensieri e azioni in chi la evoca. Non ha la pretesa di rappresentare una verità assoluta, ma diventa un terreno di esplorazione: uno spazio per sperimentare nuovi modi di essere e di stare al mondo.
Così, cinquant’anni dopo la sua morte, ci mettiamo in ascolto del fantasma di Pier Paolo Pasolini. La sua vita e la sua opera continuano a interrogare ciascuno di noi e la società globale, attraversata da quella che lui già nel 1974 chiamava “mutazione antropologica”: una trasformazione che riduce gli esseri umani a semplici consumatori. Pasolini parlava di “genocidio culturale”, di “fascismo consumistico”, di un “potere senza volto”.
Di fronte al genocidio del popolo palestinese, ci chiediamo se esista un legame con le sue denunce e se oggi sia ancora possibile immaginare una via d’uscita.
Pasolini ha espresso queste contraddizioni con la poesia, il cinema, il teatro, la narrativa, il giornalismo e la critica sociale. È stato spesso criticato, accusato di eccessi o di posizioni “reazionarie”, ma le sue parole rimangono esplosive proprio perché toccano nodi che non si vogliono nominare.
Per aprire la discussione convochiamo, accanto al fantasma di Pasolini, anche Lacan, Recalcati, De Martino, Verbaro, per riflettere insieme su temi come: la contraddizione come risorsa epistemica; profezia o nostalgia; il fantasma dell’Origine; desiderio, godimento e potere; la critica al capitalismo; l’apocalisse culturale; la possibilità di una “sovversione vitale”.
Resta a ciascuno decidere chi sia Pasolini: un uomo prigioniero dei suoi fantasmi, oppure un pensatore
e un poeta profetico, capace di indicare strade verso un’altra umanità possibile.

Tutte le informazioni sull’incontro nel pdf in allegato (Il fantasma di Pasolini_ORISS fin)